Ultima modifica: 27 Maggio 2020
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Giovanni Sandonà: la scelta di un nome

Un nome è radice e memoria. Dalla memoria si costruisce il futuro. Ecco perché vale la pena oggi, all’indomani della felice inaugurazione dei Laboratori dell’Indirizzo Enogastronomico del “Cestari Righi”, ricordare chi fosse Giovanni Sandonà. Per proiettare, con fiducia nel futuro, il progetto ambizioso di realizzare nel nostro territorio un Istituto per l’Enogastronomia e l’Ospitalità alberghiera.
Nel 2015 si istituì una Commissione per l’intitolazione del nuovo indirizzo, il quale andava a sostituire l’ex Indirizzo di Navigazione “Cini”. Tale Commissione, composta dal promotore dell’ambizioso progetto, il Dirigente Scolastico Zennaro Antonella, da docenti, studenti e imprenditori del settore alberghiero, si mise alla ricerca di un nome per definire una realtà scolastica emergente a Chioggia, dinamica e concreta: un nome che trasmettesse amore per la Scuola, per il territorio e per le sue risorse. Non ci furono dubbi nell’intitolare l’indirizzo ad un grande uomo e un grande educatore del nostro più recente passato, il professor Giovanni Sandonà.
Scomparso all’età di 61 anni nel 1982, Giovanni Sandonà fu certamente uno dei molti illustri uomini che contribuirono alla rinascita, non solo culturale, della Chioggia post-bellica.
Impresa non semplice, delineare in poche righe lo spessore umano e carismatico di un uomo che ebbe il merito di spendere la propria vita al servizio del “bene comune”, operando attivamente in politica con la Democrazia Cristiana, ma soprattutto nella Scuola, come precursore ed innovatore nella realtà dell’istruzione della nostra città. Per oltre un ventennio, a partire dall’immediato dopoguerra, Giovanni Sandonà si dedicò appassionatamente all’attività politica nelle varie amministrazioni comunali (fu più volte assessore), dedicando ad essa le stesse doti di mente e di cuore che avrebbero caratterizzato la sua missione di Educatore, rivolgendo ogni suo sforzo alla ricostituzione di un Sistema Scolastico che operasse attivamente nel territorio.
Fin dal 1946, si ricorda il suo impegno a richiamare gli studenti alla scuola media(che lui chiamò “scuola di agraria”, attualizzando le reali necessità legate all’orticoltura di Sottomarina), passando di casa in casa a convincere i ragazzi di Sottomarina a tornare tra i banchi di scuola, visto che ancora non esisteva l’obbligo, cercando ovunque libri e sussidi, e bussando alle porte di qualche insegnante desideroso di ricominciare ciò che la guerra aveva interrotto. Il Professor Sandonà riuscì nel suo intento, e a Sottomarina rinacque la scuola media, resa poi obbligatoria per legge nel 1962.
In seguito fu preside ad Adria, dove incoraggiò e avviò una nuova realtà scolastica, la Scuola Alberghiera, oggi “Cipriani”, rinomato Istituto Enogastronomico del territorio adriese-rodigino. Tornato a Chioggia, dopo essere stato preside dell’Istituto Magistrale “C. Goldoni”, fu infine per molti anni alla direzione del Distretto Scolastico. A lui si deve l’idea di istituire in città una sede distaccata del “P. Sarpi” di Venezia: nasceva la “Ragioneria” a Chioggia, embrione dell’attuale Cestari. Frutto del suo impegno concreto e fecondo fu anche l’istituzione dell’Università Popolare “G. Oselladore” di Chioggia. Appassionato insegnante di Lettere, aveva intuito in modo lungimirante la necessità del connubio “Scuola-Occupazione”, promuovendo ed incentivando un messaggio oggi attualissimo: la convinzione che la scuola di tipo tecnico-professionale rappresentasse per i giovani una scommessa per il futuro loro e della società.
Il suo nome, “Giovanni Sandonà”, torna oggi a Chioggia come denominazione del nuovo indirizzo di Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera: oggi possiamo celebrare il compimento del suo operato e la sua eredità di ritorno. Sia esso un buon auspicio per tutto il “Cestari Righi”, rappresentando un modello di grandezza umana e professionale al quale riferirsi, in quest’epoca povera di esempi morali, come maestro di vita e coraggioso pioniere di una Scuola che crede, innanzitutto e strenuamente, nel proprio valore.

Concetta Ricottilli




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